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Il nostro Monastero di S. Maria della Sanità, nacque nell'anno 1608, per volontà di fra Giulio Chiarella, nato a S.Lucia di Serino (Av), ma residente a Napoli, in quanto cappellano del sovrano Ordine Militare di Malta.
Da molti anni fra Giulio stava preparando quanto le leggi ecclesiastiche del tempo richiedevano perché un monastero potesse avere vita, e a questo scopo aveva donato il suo palazzo, che costituisce, ancora oggi, la prima e più antica ala del monastero. Negli anni in cui egli esercitava il suo ministero di cappellano a Napoli, vi si era sviluppata una grande devozione mariana dopo il ritrovamento, nel 1569, di un affresco con una Vergine assisa in trono e sostenente con la destra sulle proprie ginocchia il Bambino, che, aiutato dalla Madre, mentre benedice, sorregge con la sinistra un globo sormontato dalla croce. Il luogo, in cui l'affresco fu ritrovato era, sin dall'antichità denominato "valle della sanità" per la sua salubrità e fu da questa denominazione che il card. Burali di Arezzo, arcivescovo di Napoli in quel tempo, trasse il titolo da assegnare alla nuova chiesa ivi sorta: S. Maria della Sanità.
Dopo aver completato il lungo iter burocratico, l'8 giugno 1608 si realizzò il sogno di fra Giulio e quello della sua famiglia e arrivarono tre monache dal Monastero della Consolazione di Napoli, per dar vita alla nuova realtà.
La comunità, nel corso dei secoli ha avuto una gran fioritura di vocazioni, anche perché, secondo l'uso dell'epoca, si accoglievano le fanciulle della ricca borghesia dell'Irpinia e non solo, in un luogo loro riservato del monastero, detto educandato, per esservi istruite. Numerose, appartenenti per lo più alle famiglie Chiarella e Moscati, e ad altre nobili famiglie del luogo, come si rileva dalle scarne cronache del tempo, decidevano di rimanere e di vivere la vita di Chiara d'Assisi, secondo l'indirizzo dei frati conventuali.
La numerosa presenza di monache richiese dopo circa 90 anni la costruzione di una nuova chiesa, più grande della primitiva cappella, i cui lavori di costruzione cominciarono nel 1698, data incisa sul primo pilastro a destra entrando in chiesa.
La struttura di questa costruzione è di estrema semplicità, con un'unica navata, illuminata da grandi finestre rettangolari, mentre il presbiterio prende luce da un'apertura minore nella parete di fondo. Vi sono sei cappelle laterali, impreziosite ognuna da pregevoli sculture in legno. Fu affrescata da Michele Ricciardi tra gli anni 1715-1732, con scene bibliche e soprattutto mariane, come evidenzia bene la grande tela che domina il centro del soffitto rappresentante il "trionfo della Vergine".
La vita della comunità ha avuto, nel corso dei secoli varie vicissitudini, legate a vicende storiche dei tempi nei quali essa è vissuta, (soppressione, guerre, terremoti) e legate anche a scelte più profonde di vita contemplativa.
Un primo grande cambiamento in questo senso, è stato il passaggio nel 1930, dalla Regola di Urbano IV alla Regola di S. Chiara, approvata nel 1253 da papa Innocenzo e questo comportò per le monache, tra l'altro, il cambio dell'abito, l'introduzione della recita del mattutino a mezzanotte. Altro passo importante, per completare la piena adesione alla Regola di Chiara è stato fatto il 19 settembre 1992 quando la comunità è stata aggregata all'Ordine dei Frati minori di Salerno- Basilicata, alla quale è sempre stata legata spiritualmente.